Caro Babbo Natale...
di Luana Vergari e Claudio Calia
Immaginate di dover adottare un nome da elfo e rispondere alle lettere di bambini di tutto il mondo che chiedono a Babbo Natale le cose più improbabili, e che questo faccia parte dei vostri impegni scolastici...
Ispirato a un fatto realmente accaduto nella cittadina di North Pole, in Alaska, dove nel 2006 un gruppo di bambini ideò il piano per compiere una strage nella propria scuola, che fu sventato in tempo.
E' primavera - Intervista a Antonio Negri
di Claudio Calia - Postfazione di Luca Casarini
Il mio secondo libro a fumetti: in bilico tra il fumetto di impegno civile, l’intervista, la biografia, il racconto di un pezzo di recente storia italiana e per la sua ricerca formale e linguistica è una ventata di aria fresca nel nostro panorama fumettistico.[cit. da Lo Spazio Bianco]
ZeroTolleranza
A cura di Claudio Calia e Emiliano Rabuiti - Prefazione di Andrea Plazzi Sherwood Comix Festival e BeccoGiallo presentano un volume di 320 pagine che fa da termometro a quanto si muove nel panorama del fumetto indipendente italiano. Ribaltare il tanto attuale concetto della Tolleranza Zero proprio contro gli intolleranti e le troppe intolleranze di questi giorni, a fumetti, è stata la proposta tematica con cui si sono coinvolti i più di 40 autori presenti nell'antologia. ZeroTolleranza si è aggiudicata il premio Carlo Boscarato 2008 nella categoria "miglior progetto editoriale" durante la manifestazione Fumetti in TV.
Resistenze - Cronache di ribellione quotidiana
A cura di Claudio Calia e Emiliano Rabuiti - Prefazione di Valerio Evangelisti
308 pagine di storie a fumetti da oltre 40 autori italiani, a segnare una mappa del fumetto indipendente nel nostro paese: tutte le storie partono dalla suggestione del termine "Resistenze" declinato al presente.
Porto Marghera - La legge non è uguale per tutti
di Claudio Calia - Prefazione di Gianfranco Bettin
Il mio primo libro "lungo". Un esperimento di giornalismo a fumetti tra le pieghe della storia del Petrolchimico di Porto Marghera.
Vincitore categoria "Miglior Libro", Premio Carlo Boscarato 2007
Monstars n.2
a cura di Massimo Perissinotto e Andrea Longhi
Oltre 220 pagine di fumetti di ampio respiro che hanno consentito ai maggiori sceneggiatori ed alle maggiori matite di sbizzarrirsi senza controllo in storie che avessero per protagonisti i mostri.
Mono n.3 - Acqua
a cura di Marco Rizzo e Sergio Algozzino
Acqua come bevanda, acqua come mare, acqua come isola, acqua come inquinamento marino…
Trentaquattro tavole a fumetti, racconti, illustrazioni e redazionali su cinema, letteratura, musica e fumetto su cui gli autori si sono espressi in totale libertà narrativa e artistica.
GeVsG8 - Genova a fumetti contro il G8
a cura di Supporto Legale
Diciotto matite che, in tempi diversi, negli ultimi cinque anni hanno ripensato, rielaborato Genova.
Fortezza Europa
a cura di Claudio Calia e Emiliano Rabuiti
Gli autori di Fortezza Europa denunciano con le loro storie il clima brutale e incivile che pervade la società europea, ribadendo tra i diritti fondamentali dell'uomo anche quello alla fuga, da situazioni di vita misere e inumane nei paesi d'origine così come nei CPT.
Lucio Fulci - Poeta del macabro
a cura di C. Calia, M. Perissinotto, N. Storai
62 autori da tutto il mondo per un tributo a fumetti agli incubi del regista Lucio Fulci nel decennale della sua scomparsa.
Scritto da Guido Ostanel, illustrato da Claudio Calia
Dal 24 settembre 2006 ogni domenica sui quotidiani veneti del gruppo ePolis, il mercoledì sull'omonimo blog.
Tornano online le tavole di CominciAdesso. Per chi non le ha mai lette, per chi vuole rileggerle, 20 pagine a fumetti da "un mondo migliore possibile in costruzione", il percorso del movimento dei movimenti negli anni 2002/2003 visto da un personalissimo punto di vista: il mio. Vai alla pagina
Di nuovo online Nessun Futuro, reportage fotografico a fumetti da Belgrado, ad un anno dalla fine della guerra umanitaria. Vai alla paginaLa banda più forte
Racconto splatterpunk in sei puntate, con una prefazione di Alda Teodorani. Vai alla pagina
Un viaggio attraverso il fumetto italiano in 14 puntate. Trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Sherwood dall'ottobre 2005 al maggio 2006.
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SHERWOOD COMIX - IMMAGINI CHE PRODUCONO AZIONI
a cura di Claudio Calia e Emiliano Rabuiti
prefazione di Luca Casarini
Copertina col. con alette
304 pp. b/n
18,00 euro Nicola Pesce Editore / Radio Sherwood
[…] Il sottotitolo di questa raccolta “Immagini che producono azioni”, secondo me è anche un modo per interrogarsi tutti sul perchè le immagini in realtà non producano più azioni. Sul perchè vedere con una dovizia di particolari da vetrino sul microscopio, ogni giorno, ogni istante, nefandezze di ogni tipo, dalla guerra alle ingiustizie, dalle violenze più brutali alla devastazione, non muova delle reazioni. O meglio, non si trasformi in indignazione aperta, che male che vada significhi almeno non essere artefici delle proprie disgrazie e di quelle altrui. E invece non è così, e abbiamo ormai imparato che per muovere non basta “vedere”, ma bisogna anche sentire dentro. Allora forse, ecco la qualità del fumetto come linguaggio non convenzionale. Immagini che contengono azioni, prima che produrle, e quindi immagini che forse puoi anche sentire […]
Presentazione del libro: "La parte della fortuna" di Luca Casarini
avvenuta l'8 aprile 2008 presso il Laboratorio Sociale Ubik Lab Ponzano Veneto (TV).
Introduce: Sergio Zulian ( ADL Treviso) Luca Casarini, autore del romanzo, ne parla con: Massimo Perissinotto (Autore di fumetti, saggista); Claudio Calia (Autore di fumetti);
Durante la presentazione l'autore trevigiano Andrea Longhi disegna live sui temi del libro.
Interventi teatrali di Gianni Stoppelli
Riprese e montaggio di Antonio Braido, giornalista e documentarista freelance.
Si ringrazia il sito http://www.infonordest.it
Da oggi online, ad un mese esatto dalla manifestazione del 4 luglio prossimo, il nuovo sito del presidio permanente NoDalMolin che mi è costato giusto un pò di notti insonni in questi ultimi tempi ;-)
Una piattaforma open source dalla spiccata tendenza al facilitare il lavoro editoriale in gruppo, sviluppata in modo da poter ospitare organicamente il vasto assortimento di testi e file multimediali prodotti in questi anni di mobilitazione. Il tutto, dalla voce diretta dei protagonisti.
E dato che raramente su questo blog parlo di questioni di questo tipo dedicandolo esclusivamente ai fumetti, facciamo indigestione oggi che è l'ultimo giorno di campagna elettorale per le comunali di Padova (oltre che per un mucchio di altre elezioni, of course).
Ebbene sì, sono candidato nella Lista Aurora D'Agostino - Padova Città Aperta (tra l'altro gioiosamente gemella della Lista NoDalMolin di Vicenza).
Come la maggior parte di voi già sa, la politica per me non è esattamente un qualcosa da praticare esclusivamente in campagna elettorale, per cui vada come vada, continuerò a fare il poco che posso fare a prescindere dalle elezioni.
Però... permettetemi di dire che Aurora D'Agostino, la "mia" candidata sindaca ha per me un valore aggiunto perchè l'ho ritratta in un mio disegno in una situazione abbastanza particolare... in quanto avvocata a difesa dei manifestanti imputati per i fatti di Genova G8 (questa tavola è apparsa su Ge Vs. G8, Supporto Legale). Lei è la persona in primo piano in alto a destra ;-)
Se vi va, aiutateci a superare lo sbarramento di fatto dato dal totale appiattimento dei mezzi di informazione sui due "grandi" contendenti alle poltrone di sindaco, diffondete questo messaggio ai padovani che vi capita di conoscere:
" [...] Tra tutti però, il contributo che ho preferito è stato quello di Claudio Calia, la toccante conversazione tra un padre ed un figlio che provano forse per l'ultima volta a spostare l'uno la posizione dell'altro nei confronti del fascismo.
La tavola è tagliata in due: da un lato il confronto verbale in cui il ragazzo cerca di aprire gli occhi al genitore sulle colpe del regime, che l'anziano difende per i treni in orario e perché finora se l'è presa con gli altri, dall'altro una figura nell'ombra porta a termine un agguato contro un capitano fascista. Perché spesso "Ci sono cose che non si risolvono una sera a cena...".
E forse è questo il motivo che mi ha spinto a preferire questa storia alle altre, il fatto che racconti un momento antecedente alla guerra, in cui le parole erano ancora capaci di individuare i segni del male a venire, in cui l'unione pacifica di un popolo avrebbe potuto sconfiggere l'arroganza al potere di una sparuta minoranza. Se solo non si avesse voluto volgere lo sguardo altrove, ai treni in orario e ai discorsi ottimistici declamati da un balcone, fingendo di non vedere le disgrazie dei vicini di casa, ebrei o comunisti. [...]"
L'articolo completo qui.
Grazie al socio Emi per la segnalazione ;-)
Sto leggendo questo libro, e leggendolo mi sovvengono alcune riflessioni:
1) Pazzesco come mi vengano veramente pochi nomi di professionisti del fumetto popolare (qualunque cosa voglia dire) italiano, al livello di Danny Fingeroth (storico collaboratore della Marvel attivo da sempre come sceneggiatore e editor nelle più famose collane di super eroi) che potrebbero mai scrivere un saggio di questo tipo e su questo argomento senza dimostrare alcun astio nei confronti degli autori di romanzi a fumetti.
2) Addirittura senza presa per il culo scrive semplicemente che gli autori di romanzi a fumetti per vivere spesso fanno un secondo lavoro, quando gli va bene correlato al mondo del fumetto, senza che questo voglia significare in alcun subdolo modo che non siano, comunque, autori da ritenersi professionisti.
Alcune citazioni random:
A graphic novel is a comic book that you need a bookmark for.
Art Spiegelman
Graphic novel signifies a movement rather than a form. The goal of the graphic novelist is to take the form of the comic book, which has become an embarassement, and raise it to a more ambitious and meaningful level.
Eddie Campbell
And remember, it's only lines on paper, folks!
Robert Crumb
I dieci romanzi a fumetti fondamentali per ogni biblioteca secondo questo libro (il target, anche se si cita Igort e dei manga qua e là, è ovviamente quello del mercato statunitense):
1. Maus - Art Spiegelman
2. Persepolis - Marjane Satrapi
3. The Quitter - Harvey Pekar & Dean Haspiel
4. A contract with God - Will Eisner
5. It's a good life if you don't weaken - Seth
6. Stop forgetting to remember - Peter Kuper
7. Kings in disguise - James Vance & Dan Burr
8. Brooklyn dreams - J.M. DeMatteis & Glenn Barr
9. Alice in Sunderland - Bryan Talbot
10. Why I hate Saturn - Kyle Baker
In mezzo, anche For Art's Sake, un divertente fumetto di Fingeroth disegnato dal bravo Roger Langridge sul concepimento di un romanzo a fumetti.
Di Sara Pavan, giornali con la G maiuscola, cantonate, e fumetti...
Capita che in settimana Il Giornale abbia preso una grande cantonata:
Adesso, ammetto di non essere un esperto lettore de Il Giornale, e qualcosa mi fa supporre che accecati dalla rabbia che li pervade solitamente di cantonate possano pure prenderne parecchie e sui più svariati argomenti. Il fatto è che le tavole utilizzate per condire questo livoroso articolo, tratte dal portale beyourself.it, appartengono alla storia Resisti? realizzata da Sara Pavan per Resistenze - cronache di ribellione quotidiana (Sherwood Comix/BeccoGiallo, 2007), l'annuale catalogo dello Sherwood Comix Festival a cura mia e del socio Emiliano Rabuiti.
Capita poi che un noto blog che parla di fumetti faccia un incauto copia/incolla da una notizia di agenzia TGcom, che ovviamente riportava pari pari la cantonata dei diretti soci su carta stampata. Gli utenti del blog protestano, si fa viva Sara stessa, e viene pubblicata una opportuna rettifica.
Allora, diciamo che da orgoglioso curatore di Resistenze, mi sembra il caso di mettere in luce questa vicenda, condita adesso opportunamente da querele per diffamazione, e quale modo migliore per farlo che pubblicare integralmente la lettera di Sara indirizzata al quotidiano colpevole della svista? Ecco qui:
Buongiorno,
sono Sara Pavan, l'autrice del fumetto sul quale il quotidiano Il Giornale ha costruito la falsa notizia della diffusione di materiale pornografico a bambini all'interno di un incontro organizzato dalla Biblioteca di Genova. Ho parlato con gli organizzatori che mi hanno assicurato che l'incontro era rivolto a genitori ed educatori e che non è stato distribuito materiale inadatto a dei bambini!
Il fumetto in questione e tutto il materiale grafico da me realizzato per il sito beyourself è stato pensato per un pubblico di adolescenti al quale il sito si rivolge, con la finalità di parlare di sessualità e affettività in modo preciso ma con il linguaggio, a volte un po' spinto dei giovanissimi, per riuscire davvero a farsi ascoltare e risvegliare così dal torpore, dalla massificazione, dall’insoddisfazione questi giovanissimi che tramite la televisione, internet e quant'altro consumano abitualmente pornografia che a tutto serve fuorché formare le persone ad una sessualità sana e consapevole, men che meno al rispetto della donna e alla comprensione che la donna è persona e non oggetto. La storia presa di mira cerca di ridicolizzare certi modi di dire e di fare, non mostra nessuna scena di sesso, ed è disegnata in modo simbolico e non realistico per non avere nessuna possibilità di lettura erotica. Credo che nessuno di quelli che ne hanno parlato si sia preso effettivamente la briga di leggere e considerare il materiale che ho realizzato.
Che è tutto, fuorché pornografico.
Ho realizzato questo materiale ormai quattro anni fa. Sicuramente è acerbo dal punto di vista artistico, ma paragonarlo in senso negativo ai lavori dichiaratamente erotico-pornografici di grandissimi disegnatori come Magnus o Manara, decisamente espliciti e per la mia sensibilità di donna anche volgari, mi sembra quasi che la colpa di questo fumetto sia di non essere sufficientemente porno.
L'arte contemporanea ci dovrebbe aver affrancati da più di un secolo dal dovere di realizzare con grande maestria tecnica e con realismo fotografico le nostre opere. Quindi ai miei occhi il voler prendere come esempi positivi dei fumetti erotici e pornografici nel vero senso della parola, solo in virtù del talento grafico di chi li ha realizzati e come esempio negativo il mio, disegnato in modo naif, ma contenutisticamente molto più pesante e importante, proprio perchè fa pensare, mi sembra a dir poco assurdo.
Fortunatamente non mi sono trovata in mezzo a un crimine violento mio malgrado, ma l'angoscia che mi assale nell'uscire una mattina di casa per andare al lavoro e vedere la mia opera così deformata, storpiata, strumentalizzata e tagliuzzata, per farne l'esatto opposto di quel che è, in prima pagina di una testata nazionale, e vedere come il falso e il mai accaduto possano diventare la verità solo in virtù del mezzo che li diffonde, vedere accadere questa cosa non a qualcuno di sconosciuto, ma a me, al mio privato, alla mia vita, mi riempie di sfiducia nel mio Paese e mi riempie di indignazione verso quegli individui che contro ogni deontologia professionale, fanno del giornalismo superficiale e sensazionalistico, senza documentarsi, né verificare le fonti.
Se io mai avessi fatto un errore di questo tipo non avrei più nessuna credibilità professionale.
Invece, grazie all’amplificazione di ogni azione mediatica in periodo pre-elettorale, chi ha una missione importantissima per la democrazia, cioè diffondere la verità delle notizie, sembra automaticamente autorizzato a inventare un babau per tirare l'acqua al suo mulino: per colpire un sindaco, una manifestazione, umiliando il lavoro altrui, il mio, fatto con onestà e coraggio senza la minima remora.
Io non sono nessuno, non sono famosa, non sono un genio, ma sono un'onesta cittadina.
Per questo credo di meritare pubbliche scuse, sulla stessa prima pagina, dove il mio lavoro è stato screditato, dagli stessi signori che così spavaldamente non hanno riferito il vero.
Allora, pensando che viviamo pur sempre in Italia dunque difficilmente chi ha sbagliato farà meaculpa, mi sembra importante diffondere la risposta integrale di Sara, rinvigorendo la solidarietà per questa brutta faccenda da parte di noi curatori del primo libro su cui la storia vide luce, libro anch'esso evidentemente non dedicato ad un pubblico preadolescente e orgogliosamente concepito da un punto di vista sulla realtà diametralmente opposto a quello che possono avere i tipi de Il Giornale. Rimango perplesso poi da come Il Giornale e lo stesso blog dedicato ai fumetti si siano potuti lanciare in improbabili disamine artistiche sul segno di Sara. Oddio, dal Giornale posso pure aspettarmelo, da qualcuno che di fumetti ne legge, boh? Non dico che si debba conoscere a memoria le attività del notevole gruppo Ernest, ma parliamo di una storia molto diffusa è che è pure stata esposta a NapoliComicon l'anno scorso nella bella cornice di Castel Sant'Elmo, nell'ambito dell'esposizione dedicata a Resistenze, non di un oscuro opuscolo pornografico. Credo che informarsi sull'origine di quelle tavole nel piccolo mondo del fumetto nostrano sarebbe stato tutt'altro che difficile, ma vabbè.
Rimuginando sulla mia perplessità, non mi rimane altro che farvi leggere la storia completa:
Francesco Ripoli realizza una storia muta di quattro tavole impreziosita dal suo segno realistico che gli ha valso in poco tempo diversi premi (Miglior esordiente a Fumetti in TV 2008 per i disegni del volume Ilaria Alpi, il prezzo della libertà, scritto da Marco Rizzo, e Miglior volume a NapoliComicon 2008 per lo stesso libro, edizioni BeccoGiallo). Empatia, insieme a Pianerottolum di Andrea Vivaldo, è stata candidata nella categoria "miglior storia breve" al prestigioso Comicon di Napoli, entrambe storie tratte da ZeroTolleranza.