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29/03/2005
Tantaradada! Tantaradada!
Dopo un mucchio di tempo, ecco finalmente l'ultima parte del resoconto sul lungo ritorno da Napoli Comicon.
Buona lettura ed a presto, con mille altre avventure!
Bacio,
c.
m. come martirio [04]
Due deficenti al telefono in mezzo alla stazione Termini di Roma, ore 20.00 circa.
Uno che prova a spiegare a Manuel perchè, dopo esserci lasciati appena una manciata di ore prima con la nostra tronfia convinzione che saremmo riusciti a tornare a nordest nella notte, lo stiamo chiamando.
Il sottoscritto che prova ad insinuarsi al microfono del cellulare di Luca G. urlando "Papà! Papà!".
Bello spettacolo danno di sè i fumettisti, non appena gli si espone in pubblico...
Manuel è un santo. Manuel non abita a Roma. Manuel abita a Tivoli.
Ci stupisce come la diretta conseguenza di queste affermazioni non abbia posto troppi problemi al nostro ricongiungimento: metropolitana, ultima fermata, e lo avremmo trovato ad aspettarci... dopo il suo tragitto di 25 minuti di macchina per venirci a prendere.
A spasso per Roma Termini con il trolley rotto, litighiamo con una macchina per i biglietti della metrò. La solidarietà di altri wanna be viaggiatori ci conforta, capiamo che sbagliavamo noi la combinazione pulsanti/immissione soldi e procediamo.
Il capolinea del metrò è una stazione degli autobus con due piani che danno all'esterno. Fuori è buio e non piove più. E' scontato dirlo, ma sostiamo una ventina di minuti dalla parte sbagliata della stazione.
Troviamo Manuel e ci ficchiamo in autostrada verso Tivoli.
Scopro che Tivoli (che, ammetto la mia nullità geografica, faticherei a ritrovare da solo) è una cittadina carinissima.
Manuel durante il viaggio non è avaro di informazioni sul posto. Mi colpiscono i templi romani precristiani integrati con le vie della città, e che sia il primo posto in italia ad avere sperimentato l'energia elettrica, per fornire una importante cartiera.
Ad un certo punto nel dedalo di strette vie ci troviamo sotto casa di Manuel, giusto di fronte ad un resto di colonna romana.
Immagino che la presenza di così tanti templi pagani sia stata fondamentale per il lieto trascorrere della serata, come a schermarci dallo sguardo inquisitore del nostro persecutore.
Casa di Manuel è un bell'appartemento con cucina, salotto, studio, camera e bagno. Il clima è da subito di assoluto relax, riesco a mettere in carica il mio telefono ed avvisare a casa dei mille imprevisti del viaggio. Mentre guardo la sagoma della colonna romana fuori dalla finestra sento il mio gatto miagolarmi al cellulare: mi ricordo di avere scelto la vita, arriverò a casa.
Passiamo un pò di tempo a fare quelle cose che i fumettari fanno, guardando il book di Manuel ed un pò di suoi lavori in corso, prima di avviare una buona pasta aglio e olio. Farciamo il tutto di una abbondante bevuta ed il filo delle chiaccherette lentamente si scioglie: come la maggior parte dei maschi sulla faccia del pianeta ci addentriamo a parlare prolungatamente di... donne.
Succede raramente che ci si veda in ambiti così privati, tra giovini fumettari: la vita da rockstar a cui ci abituano gli sporadici incontri nelle fiere e manifestazioni legate al nostro linguaggio preferito spesso ci allontanano da una conoscenza un pelo più approfondita delle persone che pure, svariate volte all'anno, siamo usi incontrare.
Raccontiamo al nostro ospite parte dei deliri legati alle nostre visioni di apocalisse imminente, dalla pioggia di cloroformio verde a quella, immediatamente successiva, di lamette da barba. Approfondiamo come, in fin dei conti, questa visione moderna della fine del mondo abbia in sè una qualche traccia di umana pietà nel progetto divino. Alla fine, ci sono molti modi peggiori per morire.
Due bottiglie di vino e qualche assaggio di grappetta dopo, tutti a dormire che la sveglia è ad un orario scandaloso: ore sette di mattina. Il progetto è prendere un treno a Tivoli fino a Roma, da cui prendere ancora un metrò e giungere alla stazione.
Alla stazione di Tivoli sembra andare tutto bene. Salutiamo il nostro angelo salvatore, che ci ha donato un momento di pace nel nostro articolato viaggio di ritorno, e saliamo sul treno. Che il vagone sia senza riscaldamento è un dato che non ci stupisce così tanto. Ci preoccupiamo della salute di Manuel, immaginando il suo ritorno a casa: avrà senz'altro trovato uno sciame di cavallette all'interno del suo appartamento. Immaginiamo questa grossa cavalletta stringerlo per il bavero urlandogli "Sappiamo che sono stati qui! Dove gli hai nascosti!?". Continuiamo a pensare che da un momento all'altro vedremo un cielo verde sopra le nostre teste ed inizieremo a sentire tanti piccoli "SNIKT" dal cielo, ma l'essere dentro uno scompartimento ci rassicura. Arriviamo a Roma ed insieme ai pendolari del lunedì mattina scendiamo per prendere il nostro metrò: la stazione è affollatissima e noi ci muoviamo impacciati con i nostri bagagli malconci.
Uno sconforto immenso e l'idea che non avrei mai più rivisto casa mi prendono allo stomaco quando, fattomi spazio per entrare nel vagone in partenza, vedo chiudersi le porte con il fido Luca G. rimasto sul binario.
Razionalizzo, è solo una metropolitana, mi dico. Arrivato in stazione Termini acquisto Repubblica e poco dopo vengo raggiunto dal disperso compagno di viaggio.
Una lunga colazione, acquisti in edicola, in cui trovo un bel numero di Napoleone scritto e sceneggiato da Bacillieri, qualche incomprensione per il binario, un tipo si avvicina a chiederci l'elemosina e cinicamente facciamo finta di niente.
Il sole si fa alto e caldo nel cielo, a pochi minuti dalla partenza vediamo addirittura comparire... il Vanz! Con cui tutto era iniziato.
I casi della geografia spazio temporale dei fumettari ci hanno fatto incontrare giusto prima di salire sul treno: abbracci, baci, gioiosità. Partito il treno sentiamo l'aura di sventure che ci aveva circondato sfumare via lentamente. Tra le risate dei rispettivi racconti di viaggio e la lettura di un sacco di bei fumetti... e sì lo ammetto anche qualche birretta, lasciamo il Vanz a Bologna ed appena arrivati a Padova chiudiamo il cerchio.
Con uno spritz in stazione io e Luca G. ci salutiamo.
Musica in sala. Iniziano a scorrere i titoli di coda.
Stop. Ripresa dall'alto di me e Luca G. che camminiamo per strada a Padova.
Piove.
Luca G. tasta una goccia con la mano e la assaggia.
"Ha uno strano sapore..."
Un cielo verde e denso ci sovrasta.
"Presto, corriamo sotto al portico!" urlo.
Snikt snikt!
Buio. Riprendono i titoli di coda.
Luce in sala.
Questa è proprio la Fine.
postato da: nuvoleonline | 29/03/2005 12:20
| commenti (3) napolicomicon 2005
24/03/2005

E' arrivato è arrivato!
Il catalogo "Futuri irReali" della mostra a NapoliComicon... lo aspettavo da Napoli!
Il risultato è ottimo, una bella pubblicazione con una bella stampa: bravi a tutti :)
Ed inoltre, dentro ci sono tavole bellissime degli undici (12? maicol e mirco...) autori presentati: Luca Genovese, Grazia Lobaccaro, Paper Resistance, Giacomo Nanni, Daniel Egneus, Sergio Ponchione, Armando Rossi, il sottoscritto, Paolo Cossi, Blu e Maicol e Mirco...
Grazie a Michele Ginevra ed Emiliano Rabuiti per tutte le belle parole...
Stasera, si brinda!
baci,
c.
postato da: nuvoleonline | 24/03/2005 17:07
| commenti (2)
23/03/2005
SECONDA recensione ufficiale di Freak City, uscita su Treviso C'è, mensile della marca trevigiana... L'insospettabile autore del testo è nientemeno che il buon Alpo, editor e sceneggiatore della Indypresscomics.
" Il carnet di artisti é davvero eccellente, gli argomenti toccati sono molteplici e anticonvenzionali. Così, dietro la copertina di Andrea Longhi, é bello scoprire la raffinatezza del tratto di Mauro Mason, uscito da Fabrica, la cineticità estetica di Andrea Meneghin, pittore nella vita, la dedizione di Kirby del veneziano Stefano Pavan e il suo collega Stevanato, davvero bravi.
Ma anche la capacità espressiva di Mirko Benotto, di Alberto Dabrilli, di Dario Bizzotto, e il realismo raffinato di Francesco Graziani. Senza dimenticare la pungente Liri Trevisanello, ottimo debutto per una giovane sceneggiatrice, e il contributo importante dell'altro mentore a fianco di Massimo Perissinotto, Claudio Calia.
Un'opera controcorrente, per chi vuole qualcosa di diverso dal solito mainstream.
E, ripetiamo, una rivista che ha il coraggio di osare, lasciando piena libertà alle menti di giovani che, anche se in alcuni casi ancora acerbi, faranno sicuramente parlare di sé in futuro."
Commovente, no?
Baci,
c.
postato da: nuvoleonline | 23/03/2005 11:27
| commenti (1)
22/03/2005
Non mi sono dimenticato l'ultima puntata di m. come martirio!
Solo che in questi giorni ho dedicato un attimo di tempo al mio [eterno] trasloco...
Entro la settimana sarà finita, lo giuro!
Intanto vi invito ad andare a leggere la prima recensione ufficiale a Freak City, sul prestigioso sito www.ubcfumetti.com.
Di finire in una home page insieme alle anteprime di Brad Barron non me lo aspettavo proprio!
baci,
c.
P.S. : Scopro ora di essere apparso in una striscia del mitico Vecio... indovinate quale sono io?
postato da: nuvoleonline | 22/03/2005 22:24
| commenti (1)
17/03/2005
Ach! Il resoconto da Napoli Comicon diventa sempre più impegnativo... speravo bastassero tre puntate ma per dare giustizia al tutto mi occorrerà anche un epilogo... per cui vi lascio a questa lunga puntata, in attesa dell'ultimissima (honest!) parte...
Baci e buona lettura,
c.
m. come martirio [03]
La domenica mattina sono, come al solito, puntuale all'apertura della mostra.
Tutti quelli con cui ho passato la nottata, tranne il buon Emiliano che se ne andrà presto nella mattinata, stanno ancora dormendo.
Stordito vago, solo, per almeno due ore tra i saloni di castel S.Elmo, vedendo per la prima volta l'interezza del Comicon.
Mi faccio invaghire dalla mostra dei coreani, che veramente non mi aspettavo così interessante.
Mi incazzo perchè di Go Nagai ci sono appese solo fotocopie ed ero bravo anch'io, allora.
Mi chiedo cosa centrino i cosplayer col mondo dei fumetti, mi ricordo di avere letto una ampia parte della tesi del Ganz durante il soggiorno a Bologna, per cui mi rispondo tacitamente e non ci penso più.
Vedo a spasso per la mostra un sacco di rockstar del fumetto, Baru mi pesta un piede con la sua valigia, Sparagna ballonzola di stand in stand posando come un fotomodello...
Il cielo fuori è stranamente chiaro, riesco a farmi spiegare che quella montagna sulla destra è il vesuvio ed ancora più sulla destra vedo il mare... Napoli, finalmente.
Devo fare il bravo ragazzo.
Oggi devo fare il bravo ragazzo.
Io questa notte sarò a casa mia, dal mio amour e dalla mia gatta.
Questo mi ripetevo ossessivamente, quasi ormai non accorgendomi più dell'ambiente circostante, rimuginando piani per un salvifico ritorno a casa.
I Black Velvet prendevano un espresso alle 21.00 e qualcosa, per Bologna.
Dario e Mirko partivano per le 16.30 con un preciso piano e la conoscenza al dettaglio di ogni coincidenza possibile per raggiungere l'agognato nordest.
I luchi... mi assomigliano molto in capacità organizzativa, mi pare. So che sono senza biglietto come me, e stanno ancora dormendo.
Tutte queste belle parole attraversavano la mia mente duramente sottoposta al rimbombare del mix letale alcool più sonno, quando malauguratamente mi imbatto in Alberto Corradi e Mauro Corona... nel bar per espositori.
Ammetto che l'errore iniziale, quello di entrare nel bar, sia stato mio, ma che qualcuno andasse già giù di limoncello ad un'ora indefinita della mattina, questo non potevo prevederlo.
La mia giornata era cambiata radicalmente, anche se non potevo ancora saperlo.
In quel bar ci sono stato parecchio. Seduto su un tavolino a cui di volta in volta cambiavano le facce dei commensali... Il buon Manuel De Carli mi ha aiutato col limoncello, credo sia stato quando ho deciso di adottarlo come papà, obiettivo farmi uscire vivo e ad un orario decente dal Comicon. Lui aveva un treno per Roma alle 17.30... Roma è più vicina a Padova di Napoli, mi sembrava buono iniziare ad avvicinarmi.
Al tavolo compare Luca G., mi induce a firmargli una copia di Nonzi, la mia mano mi sembra pesantissima e tremolante... arrangio un gattino che dedico alla rockstar del momento...e adotto anche lui come mio secondo padre, accordato che avremmo preso lo stesso treno di Manuel.
Ho scelto. Ho scelto la vita.
Il mio intontimento continua per tutto il giorno. Manuel continua a preoccuparsi di me convincendomi a mangiare qualcosa, ma ovviamente dentro al castello è finito tutto... come se uno stormo di cavallette si fosse divorato tutto voracemente...
Segnali di una apocalisse incombente iniziano a farsi strada nel mio cervelletto...
Con Luca G. ogni volta che nel viaggio si è scherzato sulle sventure vissute, parlavamo di articolati modi per suicidarsi al momento che avremmo scelto una via di fuga dallo sguardo del dio inquisitore che aveva preso a perseguitarci.
Lui proponeva di appoggiare un cutter per terra alle proprie spalle, infilato in una fessura in modo da rimanere verticale, sniffare una manciata di cloroformio e lasciarsi cadere.
Il clima che ci siamo trovati avversi ha ben presto trasformato la nostra suggestione in una versione ben più definitiva: dal cielo ad un certo punto sarebbe caduta una pioggia verde dallo strano odore, a cui sarebbe seguita una pioggia di lamette da barba, dato che tutta la plastica dei cutter sarebbe stata uno spreco.
Siamo usciti dal Comicon, Luca, Salvo, Manuel ed io, gettando spesso un'occhiata intimorita verso il cielo sovrastante.
Erano le 16.30. Ah... ovviamente ha piovuto ancora...
In stazione, un primo sigillo si aprì, questa volta dovuto ad una eccessiva stanchezza dei neuroni miei e di Luca G. Mi è difficile da spiegare perchè ancora non riesco a ricostruire quando abbiamo partorito il nostro primo errore: avevamo scelto la vita e non ci aspettavamo certo che ci sbattesse contro come un treno in corsa.
Per un qualche squilibrato calcolo mentale, lasciamo andare Manuel e Salvo a Roma, ore 17.30, confidando in un altro treno che ci avrebbe portato più vicino alle nostre terre. Treno che ovviamente non sarebbe mai esistito.
Per cui ci troviamo esattamente un'ora dopo, 18.30, a prendere un treno uguale ma più costoso di quello di prima. D'altronde se i fumettari fossero dotati di una razionalità esemplare probabilmente dedicherebbero il loro tempo ad altro...
"Non parlare con nessuno" dissi a Luca G., per evitare la rottura di altri sigilli. Avevamo ben sperimentato che qualunque buona azione ci avrebbe di nuovo introiettati nelle ire dell'abitante del piano (celeste) di sopra.
Tempo quaranta secondi e ci si avvicina un tipo napoletano... attenzione perchè anche qui la razionalità è messa a dura prova: tiene due accendini in mano, e inizia a raccontarci di essere uscito dal carcere da sei giorni, che ha una bambina di sette anni, che se fosse per lui saprebbe come arrangiarsi (come? me lo chiedo ancora...) ma con la bambina come si fa e insomma compratemi quest'accendino, sono una persona cortese e via così...
Luca G. estrae cinque euro. Per un qualche peccato di gioventù a me ignoto che lo ha evidentemente così segnato da dovere espiare con chiunque chieda qualcosa per la strada, indica a me di fare la stessa cosa.
Ho anch'io cinque euro, purtroppo.
Vedo volare questi DIECI euro nelle mani del tipo, che ci consegna UNO dei due accendini che aveva in mano, e con l'altro va a ripetere la stessa scena più avanti sul binario.
L'accendino più caro della mia vita.
Interdico il Luca dal rivolgere la parola ad altri sconosciuti, che a casa dobbiamo anche arrivarci e quando apro il mio portafoglio sento un non buffo eco provenirgli dal profondo.
Partiamo, finalmente, da Napoli.
Bene, le premonizioni sbagliate... Dunque: sei a Roma alle ore 20.00 di sera. Nella mia buona fede io ero convinto che alla stazione di Roma avremmo visto una bella scritta VENEZIA indicarci un binario che ci avrebbe portato a casa.
Ora so che nel cartellone delle partenze di Roma la parola Venezia è scritta, pure piuttosto timidamente, giusto un paio di volte, non di più. E treni in partenza verso quella direzione ce ne sono solo di giorno.
Fermi nella stazione Termini come fossimo al centro di un mondo oscuro e deserto che non esitava certo a nasconderci di stargli un pò tra i coglioni, indecisi tra il partire senza cognizione verso Bologna o fermarci... fermarci dove?
Il mio cellulare, su cui pure qualche numero di amici romani c'è, era scarico e spento dalla mattina.
Piove.
Il mio trolley si regge solo grazie ad una complessa architettura di nastro adesivo.
Non vedrò il mio gatto, non vedrò la Ale, non vedrò la mia nuova casa. Non stanotte.
Citiamo in diretta conseguenza alcune ipotesi sul dove passare la notte:
1. L'esercito della salvezza che Alpo dice che costa poco.
2. Finire a S. Lorenzo nella speranza di incontrare qualcuno che conosco.
3. Telefonare a non ricordo il nome (ma gli voglio bene lo stesso) di Stirato che, santo, fa rientrare brutalmente in scena il mio primo papà adottivo della giornata.
Otteniamo il numero di cellulare di Manuel.
postato da: nuvoleonline | 17/03/2005 12:28
| commenti (2) napolicomicon 2005
16/03/2005
La giornalista mi ha intervistato per un'ora e ne è venuto fuori questo...
Qualche imprecisione, ma alla fine neanche male...
A presto, con l'ultima, "apocalittica", puntata di m. come martirio!
baci,
c.
postato da: nuvoleonline | 16/03/2005 12:33
| commenti (1)
15/03/2005
Seconda e penultima puntata del resoconto da Napoli Comicon!
m. come martirio [02]
Con il terrore di ritardi ferroviari, ci apprestiamo all'alba verso la stazione di Bologna, dove dobbiamo incrociarci anche con Dario e Mirko partiti nella notte da Treviso.
Siamo carichi di Self Comics e Freak City.
Al binario riusciamo a non trovarci fino all'ultimo con i due, che telefonicamente sembrano essere esattamente dove siamo noi. Un breve ripasso geografico della stazione e riusciamo ad unirci.
Il viaggio in treno ci dona un momento di pace, a parte il clima apocalittico del vagone ristorante: niente panini, niente bibite, soltanto gran bei caffè ed il buon Luca G. che si ferma a parlare con ogni rappresentante del sesso femminile che incontri... una irrefrenabile macchina da guerra.
A Roma riusciamo a goderci un'agognata sigaretta.
Arriviamo a Napoli. Non serve neanche dirlo: piove.
Metropolitana, scale mobili, ancora tanta acqua e finalmente scorgiamo castel S. Elmo... nella mia ignoranza avevo sempre pensato che fosse il nome di un quartiere: ancora sto elaborando il mio errore che ci ritroviamo, lattina di Coca Cola Light alla mano, dentro la mostra. I due luchi per non spaventarmi non mi avevano ancora confessato che l'entrata del castello prevede una lunga scalinata d'accesso: i Freak City in mano ora gli ha Dario, che sopravvive a stento ed entriamo nell'area dedicata agli stand.
Gioiosità! Ci ritroviamo tra tanti volti noti: non oso disturbare subito allo stand Black Velvet, perchè sono tutti indaffaratissimi a parlare con Igort... mi getto verso il Centro Fumetto Andrea Pazienza, racatto Emiliano e come da abitudine quando ci vediamo scatta la prima birretta... Nel tragitto verso il bar vedo la tanto agognata mostra Futuro Anteriore, che rimotiva il mio morale sconfortato dal viaggio.
Sarà solo il buon Massimo Semerano, qualche tempo dopo, a rendermi chiaro che col pass "guest" in dotazione mi è permesso accedere al vero miracolo di questa mostra: il bar per addetti ai lavori, che come nel paese dei balocchi somministrava bevande gratis! Credo di avere detto milioni di volte la frase "una bottiglia"...
Il pomeriggio procede tranquillo tra un saluto e l'altro, conosco di persona Massimiliano Clemente col quale passiamo una breve avventura davanti al PC per verificare la salute del suo bel sito (www.komix.it), e siamo quasi all'ora di cena. Mettere insieme truppe di fumettari allo stesso tavolo è difficilissimo, poi io devo andare a prendere la stanza (già regolarmente prenotata). Scopro che altri sono nello stesso bed & breakfast dove sto io, tra cui il buon Sparidinchiostro che mi viene presentato da Emiliano. Lui è già stato nel pomeriggio ad appoggiare le sue cose, per cui può accompagnarci.
Scopro che fidarsi del suo senso dell'orientamento è come chiedere ad un gatto cieco di riportare la palla che gli hai appena lanciato: impossibile.
A parte l'originale disposizione dei numeri civici nella città (nessuna differenza tra pari e dispari, numeri che salgono e scendono a prescindere dalla disposizione precedente...etc...), è riuscito a non riconoscere il palazzo anche quando eravamo già dentro... e dentro il palazzo inizia il mio ruolo da attore protagonista in mezzo ad una commedia napoletana: aspettavo solo la comparsa di Nino D'angelo.
Dunque, entrato nel bed & breakfast chiamo il numero di telefono del biglietto da visita, dato che sembra non esserci nessuno. Sale dalle scale di sotto in tutta corsa Luciana, sorella del Pasquale al quale ho prenotato la stanza, che verifica l'errore: stanza già occupata.
Il buon Sparidinchiostro gestisce la trattativa all'esterno, il problema è convincere Camilla ad accorparsi alla sua truppa (Sparidinchiostro ed il buon Cantarelli di Fdc) in modo da liberare la tripla che mi spettava. Io intanto gestisco la trattativa interna, la buona Luciana d'altronde era stata interrotta mentre lavava i piatti guardando Rocky III, e con raffinato lavoro diplomatico riusciamo a risolvere il tutto.
La sensazione che se non fossi stato inaspettatamente già DENTRO il Bed & Breakfast quando ho chiamato sarei stato lasciato a piedi in mezzo alla strada è forte. Comunque, tutto risolto.
Usciamo ancora sotto la pioggia cercando gli altri del Centro Fumetto...
La pizza scorre abbastanza bene, mandiamo a letto i più giovani (e Sparidinchiostro, a cui affido Dario e Mirko) e ci gettiamo in un locale dove ci ribecchiamo con tutti: i Black Velvet, i luchi, i CfaPaz... "Entrate entrate, qui potete fumare anche dentro", annuncia all'uscio l'originale "portiere" del locale, ovviamente in stretto accento napuletano...
Dopo fiumi di wisketti e birrette, il tutto giunge tranquillo alla meritata conclusione e riesco a tornare sulle mie gambe al Bed & B.
Il sabato mattina ci ricomponiamo alla mostra: con i due Freakers ci sistemiamo allo stand Black Velvet, incrocio i luchi, la voce al microfono interno ripete ossessivamente i nostri nomi.... dobbiamo presentare la mostra Futuro Anteriore ma... il catalogo non è stato stampato in tempo. Un pò amareggiati da questa nozione ci facciamo assalire da una classe di Liceo dotata di telecamera che ci costringe a rispondere a delle buffe domande per un pò, poi il buon Michele Ginevra ci introduce, quattro chiacchere e via insieme anche a Sergio Ponchione e Giacomo Nanni, e di nuovo persi per il Napoli Comicon.
Io e Luca partecipiamo ad una sessione di disegnini per gli avventori: divertente, a parte il fatto che il tavolino su cui si svolgeva il tutto era affianco ad una porta che dava all'esterno, lasciandoci vittime di un freddo uragano per tutta la durata...
Quante volte sono passato per il bar per gli addetti ai lavori è meglio non dirlo: comunque la giornata procede bene tra la distribuzione di Self Comics, ombrette al bar in cui riesco a conoscere un sacco di gente di cui ho sempre letto solo i fumetti, e l'ospitalità in Black Velvet. Alla sera grande notizia: le premiazioni!
Il buon Luca G. riceve il meritato premio "nuove strade", il che appesantisce di parecchio il tono etilico della serata. Inoltre sono molto contento del meritato premio in qualità di migliore sceneggiatore a Massimo Semerano: è tempo che promuovo Europa in ogni dove, convinto della sua importanza.
Poi è il buon Manuel De Carli a fare da Cicerone: ottima cena in ottimo ristorante, ai primi sette commensali si aggiungono nel tempo un sacco di persone, tra cui lo staff di Nonzi e Davide Reviati (quello di Drug Lion!), in un turbinio di grappette veramente indimenticabile... Ricordo chiaccherette più o meno alticce con Salvo Santonocito in una piazzetta di Napoli... e di più è meglio non ricordare, davvero.
Nubi infauste si aggiravano ancora per la città partenopea, ed io ero ancora illuso che avrei raggiunto casa mia la notte successiva...
postato da: nuvoleonline | 15/03/2005 11:02
| commenti (5) napolicomicon 2005
12/03/2005
Faccio una sosta qui solo per avvisarvi che domani dalla mattina alla sera sarò con la truppa di Freak City per presentarlo alla mostra del disco usato e da collezione presso il Centro Sociale Occupato Rivolta di Marghera.
A prestissimo le ultime due parti del resoconto dal Comicon...
gioiosità!
c.
postato da: nuvoleonline | 12/03/2005 11:57
| commenti
10/03/2005
Di seguito, l'inizio di un resoconto a puntate sul lunghissimo viaggio a Napoli in occasione della Comicon.
Prima di tutto, a parte le ironie di cui sotto, è stato bello battere le mani fino a sanguinare per le meritate vittorie del premio Micheluzzi a Luca Genovese come migliore giovane promessa del fumetto italiano e a Massimo Semerano per la sceneggiatura di Europa, Black Velvet Editrice.
Poi i miei doverosi ringraziamenti vanno al buon Alino dell'organizzazione, Libera del bar riservato agli "addetti ai lavori", Manuel - Papà - De Carli per il salvataggio in extremis a Tivoli (che occuperà parte della terza puntata di questo resoconto), a tutta la redazione di Nonzi per avermi fatto partecipare ad una così bella rivista, e ad Omar Martini, che ha ospitato Freak City nel prestigioso stand della sua casa editrice, tra i più cool dell'intera mostra. Inoltre, è stato bello conoscere di persona il buon Sparidinchiostro.
Mi perdoni chi non cito, ma ho visto veramente tantissime persone! Alberto, Michele, Salvo, Davide... chi c'è e chi non c'è.... grazie a tutti!
Ciak! Si inizia...
m... come martirio [01] Una vita da rockstar perseguitate da un dio inquisitore.
Si parte col buon Luca G. da Padova la sera di martedì, verso Bologna. Dobbiamo stampare i Self Comics insieme al buon Ganz, in tempo per la fiera.
Ultimo spritz in Veneto e via, verso mille avventure.
"Potete muovervi?", chiede il buon Ganz al telefono con Luca al nostro arrivo in stazione.
"Sì".
Meno di dieci secondi da quando riattacca il telefono e con un suono secco il manico della mia valigia zeppa di Freak City si spezza. Sulla neve. Che continua a scendere.
Impugnamo con freddezza la situazione, valigia in braccio e via.
Incontrato il Ganz passiamo una bella serata circondati dalla pioggia. Vediamo un bel concerto di un tipo di cui non ricorderò mai il nome, ultime pizzette sotto casa e tutti a letto.
Non è solo come dice nel suo blog. A casa del Ganz fa VERAMENTE freddo. Le mura sembrano pareti transdimensionali che puntano direttamente al polo nord.
Dormiamo.
Alla sveglia si parte con un unica missione: stampare i selfcomics. Finiamo di impaginare, usciamo. Ovviamente, nevica.
Tre copisterie ci chiudono in faccia.
Andiamo a mangiare che è meglio.
Torniamo in una delle tre e stampiamo i master. Ovviamente, c'è un errore nel file di m. (la storia del Ganz che ho disegnato io).
Contro ogni logica militare, ci dividiamo.
Riassumere tutti i passaggi che ci hanno portato a raggiungere una copisteria aperta e con macchine adeguate al nostro obiettivo, sarebbe troppo e violerebbe la privacy dei coinvolti. Diciamo solo che abbiamo fatto una buona azione per la strada. Col senno del poi nella nostra mente si è fatto strada il pensiero che sia in quel momento che il buon dio si è girato verso di noi, intendendo il gesto come se due anime empie stessero cercando di corromperlo, ed ha deciso di punirci.
Notizie da repubblica online annunciavano che un tempo così in Italia non lo si vedeva da quindici anni...
1.continua
Links:
- Il vecio a Comicon [01] | [02]
- Plexiglas 33 (ovvero come sopravvivere a Napoli Comicon)
- Foto di gruppo con Davide Reviati, Underground Boy, me, Ganz, ed Emiliano Rabuiti
postato da: nuvoleonline | 10/03/2005 12:32
| commenti (2) napolicomicon 2005
01/03/2005
Eccoci qui... a fare un breve riepilogo prima della mia partenza per Napoli... Intanto, cosa che tralascio spesso, informo tutti i visitatori abitanti in provincia di Venezia che Martedì 8 marzo inizierò a tenere un laboratorio di fumetti in otto appuntamenti settimanali presso il centro giovani Villa Franchin, in V.le Garibaldi 155/A a Marghera (Venezia)... per iscrizioni ed informazioni potete scrivere a villafranchin@virgilio.it. Il corso è, ovviamente, interamente gratuito.
Torniamo a Napoli, dunque... Ho appena realizzato che durante il Comicon uscirò con ben QUATTRO proposte diverse... che vi elenco di seguito:
1. Freak City - Il paradiso perduto Ferrara Edizioni Curato insieme a Massimo Perissinotto, contiene un prologo a fumetti scritto da me e disegnato da Mauro Mason, oltre al primo capitolo della mia storia "lunga", Jesus's River. Come sempre, maggiori informazioni su www.ferraraedizioni.it
2. Nonzi - numero 1 - I Quartieri Edizioni Interculturali Contiene la storia di quattro tavole "L'uso terapeutico dell'aceto"
3. Futuro Anteriore Napoli Comicon, Centro Fumetto Andrea Pazienza Partecipando alla mostra delle giovani proposte del fumetto, qualcosa di mio sarà stampato sull'omonimo catalogo...
4. M. Novità, il mio primo Self Comics! Una storia scritta per me dal buon Luca Vanzella. Qui sotto, la prima bozza di copertina :)

Che dite? Questa volta ho proprio fatto poker! Per cui rilancio a tutti l'appuntamento di incontrarci a Napoli da venerdì pomeriggio a domenica, anche se per me il viaggio inizia domani, quando col fido "self-editor" Luca Genovese partiremo alla volta di Bologna per sostenere il buon Ganz nel mare di fotocopie che comporranno la nuova sfornata di Self Comics!
Il blog tornerà a partire da lunedì prossimo, dopo queste incredibili avventure!
Baci e a presto! c.
postato da: nuvoleonline | 01/03/2005 13:28
| commenti (1)
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